Oggi mentre stavo facendo la solita passeggiata della pausa pranzo (8 ore d'ufficio PRETENDONO almeno un'ora di sgambata), sparandomi la solita mela arricchita da 3 mandarini (no non scappare, ti giuro che non sono vegano), aggirandomi modello Umarello per un parco mi sono imbattuto nella situazione più terrificante della mia vita
Sì esatto.
Un esercito di piccioni appostati sopra una tettoia.
A parte il fatto che il piccione da sempre è per me un animale inquietantissimo (presente quando ti guarda con lo sguardo pallato, ondeggiando la testa, manco fosse ad un Rave Party al Parco Nord?), pensate che roba: pensate alla quantità di scacazzamento che da questa orda pennuta potrebbe scaturire. Una pioggia di meteoriti di guano capace di rendere invivibile la zona per almeno un secolo, una scena apocaliptica da film hollywoodiano dove ignari passanti si trovano sommersi da un bombardamento di cagheria all'ennesima potenza.
«Al mio segnale scacazzate l'inferno»
Il lasso di tempo passato tra l'avvicinarmi, scattare la foto ed allontanarmi è durato pochi secondi ma sono stati tra i più lunghi della mia vita: un piccolo rumore, un disturbo eccessivo della quiete del plotone ed ora probabilmente sarei fertilizzante ambulante.
Poi finita la pausa sono tornato in ufficio.
E sono tornato nella merda.
Probabilmente la morale è che a volte dobbiamo scegliere di che cacca morire.

Nessun commento:
Posta un commento