venerdì 29 gennaio 2016

Zen Zero a catinelle

Nei tempi antichi, quando il mondo era giovane ed i cavalli trotterellavano con gioia senza bisogno di sentirsi rampanti, vagava per le terre misteriose d'oriente un nobile monaco, conosciuto soprattutto per i suoi problemi di digestione dopo la peperonata.
Un giorno, mentre ei (ei?) si prodigava per raggiungere la cima del monti Fuji, incontrò, sul sentiero che stava percorrendo, un mercante di cavolfiori che trascinava un carretto irto di questa nauseabonda primizia della terra.
«Salve a te, o Monaco» disse l'uomo «i nostri sentieri si sono incrociati, perché allora non mi dai la tua benedizione prima di proseguire lungo il tuo cammino?»
Il Monaco alzò lo sguardo e sorrise.
Quindi allargò le braccia e disse:
«Lo vorrei tanto, ma purtroppo ho lasciato il portafoglio a casa».
Così dicendo proseguì.

Il mercante, rimasto inebetito per alcuni secondi, infine comprese il grande insegnamento zen che aveva ricevuto e cadde in ginocchio, piangendo felice per aver raggiunto la catarsi.
Così facendo perse il controllo del carretto e questi si rovesciò, sommergendolo di fatto di cavolfiori.
Si narra che per il fetore e lo shock subito, l'uomo corse via e di lui non si ebbero più tracce.

La morale è: Non importa qual è il tuo peso da portare. Quel che conta è che non puzzi.


Il venerdì sera è durissima.
Buon weekend a tutti, conto di sdraiarmi sul bancone di un pub.
E non mangerò cavolfiori.

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