lunedì 1 febbraio 2016

Il ravennate

Ieri sera sono stato al zenma a vedere il buon di Caprio nel suo ultimo, disperato (diserpatissimo), tentativo di vincere l'Oscar.
THE REVENANT
(traduzione: IL RAVENNATE)

Il film è un bel mattone da 3 ore circa, dai ritmi MOOOOOOOLTO lenti, con dialoghi quasi vicini allo zero, paesaggi invernali clamorosi, sangue, budella, violenze gratuite, ansimi e amenità varie.
In pratica una puntata del Trono di Spade, solo senza scene trombomani (comunque un'evirazione nella pellicola ve la beccate lo stesso).

La storia in sé come già saprete racconta del ritorno epico di un ranger creduto morto, in cerca di vendetta. Niente di che fino ad ora, il problema è che di motivi per essere creduto morto ce ne sono parecchi: prima viene assalito da un orso enorme (che se lo sbatocchia e ribatocchia per circa 10 minuti di film, senza però mai dare il morsone finale), poi rischia il dissanguamento, quindi il congelamento, poi il soffocamento, qualche cenno di annegamento, cancrena, fame, sete e tanto per gradire anche un volo dal dirupo col cavallo.
Però lui ce la fa. Lui è epico. Fottutamente epico.

Film non male, però onestamente la storia non dà tanto di nuovo ed in effetti durante i titoli di coda stavo pensando se ci fosse una morale (a parte il fatto che a volte forse sarebbe meglio fingersi morti) ma non l'ho trovata. Ok, stare lontani da grizzly è un'altra morale.
Quello che comunque mi è rimasto più impresso è stato il disperato tentativo di Di Caprio di arrivare a vincere una dannata statuetta: dopo i fasti del Wolf of Wall Street, questa volta pur di vincerla si è adattato a tutto: recitare sotto zero, fare macelleria, entrare dentro un cavallo morto.
Sì. avete letto bene. In una scena il buon Leo capisce che per riscaldarsi e ripararsi da una tormenta di neve (sì, bei tempi quando cowboy ed indiani combattevano nelle aride lande del West) deve "entrare" dentro il cavallo morto (quello del volo di cui sopra).
Il problema è che lo ha dovuto fare davvero. Il regista apprezza la tv verità, suppongo.

(il problema di entrare in un cavallo è uscirne. Sì lo so che ricorda altro, ma è un cavallo morto. Spero)

La scena dell'uscita dal "sacco a pelo" equino penso rimanga piuttosto epocale (anche se, va detto, Jim Carrey in Ace Ventura 2 già lo aveva fatto, niente di nuovo)
(anche se il sacco a pelo è un ippopotamo il problema è lo stesso)
 
 
La scena più straziante e significativa di tutte quindi, secondo me, rimane l'ultima scena, ovvero lo sguardo fisso di Di Caprio verso la telecamera come a dire "ma che straminchia devo fare per vincere un Oscar?"
 
 
Noi ci crediamo. 
 
PS: basta bistecche di cavallo per un po'
 

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