MISSION#2: SAN VALENTINE'S MASSACRE
La grande piaga sociale che affligge la società contemporanea si abbatte puntualmente ogni metà febbraio, precisamente il 14. San Valentino. Terrore di ogni innamorato ("e ora dove la porto a mangiare?"), terrore di ogni innamorata ("ma non mi riporterà a mangiare in quel posto orrendo?"), felicità maxima di ogni ristoratore che con due rose di plastica, qualche lumino da cimitero messo accazzo per il locale ed un sottofondo musicale preso dalla peggio telenovela di una qualsiasi televisione honduregna, può facilmente colmare i buchi di bilancio post feste natalizie. Orde di single in tutto il mondo guardano con paura vera a questa festa (festa?), consci del fatto che in questa serata l'accesso ad ogni locale è concesso solo all'alto prezzo di venire esposti a quintali gratuiti di effusioni amorose fini a se stesse e ad un agrodolce aroma di miele stantìo figlio di un conformismo abbietto. Eh?.
Comunque, c'è vita la sera di San Valentino in un ristorante sushi per due single? E' una domanda epica, scoprirlo una missione per pochi. Per super eroi. E noi li abbiamo.
Dopo essere sopravvissuti ad una esposizione elevata a infanti in festa, SuperMame e WonderWasabi possono infine lanciarsi in questa missione. WonderWasabi sa che la serata è complicata, per trovare un ristorante sushi in cui sia possibile sedersi e consumare bisogna attenersi a determinati standard. Ristoranti fighetti, eleganti, di livello sono certamente sold out. C'è bisogno di laidume. Il NewAsia potrebbe fare al caso loro.
Ristorante tragicamente adattato da solo cinese a cinese-giapponese (se non fai sushi ora non sei nessuno), la prima terribile prova da sopportare è l'OndaFritta all'entrata: appena la porta si spalanca, infatti, si viene immediatamente avvolti da una nube tossica di frittomisto, riso cantonese, sushi al gpl, baygon e diserbante per cetrioli. Mentre la bionda eroina, già a conoscenza della prova, regge bene l'urto, SuperMame viene colto da un blocco cardio-respiratorio per circa 4 secondi prima di subire una mutazione genetica che lo porta a diventare un involtino primavera semovente. Come previsto il locale è pressochè vuoto, sebbene qualche coppietta osi comunque affrontare la serata qui. I due supereroi si siedono come sempre in fondo alla sala e, apprezzata le meravigliose incisioni alle pareti (degli agglomerati in simil vetro probabilmente prodotti in uranio impoverito in Corea del Nord), iniziano con le ordinazioni. Dalla cucina vengono sganciate piccole bamboline in ceramica spacciate per cameriere, sicchè è WonderWasabi a prendere in mano la situazione e ad ordinare il solito All-you-can-eat-menu. Le torte e le piade dell'armageddon fanciullesco del pomeriggio sono ancora in circolo, tuttavia il richiamo del sushi è potente e la nostra eroina non può resistere. Viene ordinata una scarriolata di piatti, SuperMame con fare tronfio annuisce con impercettibili cenni della testa. Quello che prende lei, va bene a lui.
Mentre le cambuse vengono saccheggiate, al tavolo a fianco si siede una coppia. Lui in camicia, giacca, capello unto al punto giusto e scarpa lucidissima, lei più casual ma con capello rosso scuro che lascia intendere interessanti intenzioni di voto. Sembrerebbe tutto in regola, se non che i due iniziano a conversare. O meglio, LEI inizia a conversare. Con voce baritonale e senza mai prendere fiato inizia a rotolare parole su parole su parole su parole, interrotti soltanto da qualche breve "mm" del suo partner.
Mentre dalle cucine arrivano udon, edamame e primi carghi di uramaki, i nostri due supereroi scoprono che:
- probabilmente è il primo appuntamento ma considerato che lei chiede se lui abita da solo, potrebbe concludersi bene;
- lei si è innamorata una sola volta nella vita ma è finita perchè non voleva spazzare casa;
- la sua frase preferita è "non ho detto così";
- dopo quella storia ne ha avute altre ma senza impegnarsi;
- l'unica volta in cui si è un po' impegnata è stata in una storia con uno con cui però c'era solo un rapporto di affetto ("una volta siamo stati abbracciati 5 ore di fila" - una prece ai testicoli del poveretto)
- un'altra volta stava con uno più vecchio che evidentemente aveva dei problemi al crick e per questo era complessato
- Ordina una bottiglia d'acqua
Mentre i fiumi di parole scorrono impetuosi e il sistema nervoso di SuperMame sta per collassare, all'improvviso WonderWasabi si ferma. Occhio sbarrato, espressione terrorizzata, sbuffo: "sono piena". La situazione è drammatica, dalle cucine devono arrivare altre 2 giri di uramaki ed un piatto di fotomaki fritto (sempre per stare leggeri), oltre al fatto che due onigiri mutanti attendono il loro destino. SuperMame ostenta sicurezza "Non preoccuparti, mangia quello che senti, il resto è mio". La bionda paladina del sushi apprezza ma consiglia di bloccare qualche piatto ancora in via di preparazione. Arriva una bambolina-meriera, il futomaki fritto non è ancora fatto, si può cancellare e così viene fatto. SuperMame intanto inizia la sua opera di distruzione: un uramaki qua, uno là, soia, ingurgita.
Uramaki, soia, ingurgita. Uramaki, soia, ingurgita. Repeat.
WonderWasabi allo stremo delle forze cerca di dare una mano mangiando mezzo onigiri, l'altra metà viene orrendamente spappolata sul piatto "così sembra che l'abbia mangiato". SUperMame sente che il limite è vicino, ma non può fermarsi, ha promesso. Arriva un altro giro di uramaki ed ancora l'Uomo di Soia continua nella sua interminabile opera di ingurgitamento, aiutato dalla compagna che si avventa sui pezzettini di avocado estratti dalle polpette di riso modello "allegro chirurgo". Gli ultimi bocconi sono terribili, tuttavia l'impresa è fatta. Ma all'improvviso il dramma: spunta una cameriera, un altro piatto. I fotomaki fritti. Non sono stati bloccati, sono stati cucinati. E portati al tavolo.
SuperMame sbianca, WonderWasabi sta per piangere. Al tavolo di fianco la tipa continua a parlare, è inarrestabile. E' ovvio che tale manovra altro non è che un bieco tentativo di costringere il Dinamico Duo a lasciare pietanze sul piatto e, di conseguenza, a pagare l'extra al prezzo del menu. Si può scegliere di arrendersi, di non consumare il piatto fetentemente rifilato e di aprire le tasche alla trasfusione finanziaria. Oppure si può decidere di non piegare la schiena, di non accettare il ricatto e di rispondere alla guerra con guerra. SuperMame ci crede. Riprende su le bacchette, scrocchia le dita modello ken il guerriero, rabbocca la soia ed esclama "sono miei". Il supereroe bulbato sfida all'ultimo sangue i terribili fotomaki, WonderWasabi fa il tifo modello stadio. Un morso, due morsi, mastica, mastica,mastica, non ruttare.Continua a masticare, continua.
"Se muoio, l'ultimo spingetemelo in gola". Una frase storica riaffiora alla memoria.
Il quarto fotomaki viene ingurgitato quasi intero, ma non è ancora finita: in uno slancio eroico SuperMame si lancia sui resti dell'onigiri di WonderWasabi e termina anche quello. Non verranno lasciati appigli al barbaro nemico. Sono supereroi, loro possono: e possono anche avvertire il martire del tavolo a fianco che gli è caduta a terra la carta di credito (probabile tentativo di suicidio di quest'ultima pur di salvarsi dal monologo infinito).
Ma c'è ancora tempo per un altro colpo di scena: Mina al tavolo di fianco tra le sue parole ha anche il tempo di chiamare una cameriera e chiedere la sorte di piatti ordinati ma mai arrivati al tavolo. La dama in porcellana si interroga, dalle cucine tutti i piatti sono usciti. La risposta è ovvia e lampante come il sole di gennaio: sono stati dirottati al tavolo dei supereroi. Più forti di tutto, anche dei biechi sotterfugi del nemico. La vittoria è TOTALE.
Le cameriere sono scosse, il loro perfido piano è stato sgominato. Dalle cucine arriva il sosia di Katsumoto per rendere omaggio ai vincitori, ma WonderWasabi vuole trionfare: "prendiamo 2 macedonie orientali", declama. "Così ci puliamo la bocca", afferma rivolta a SuperMame. SuperMame crolla svenuto e viene portato fuori con un montacarichi.
Nella notte dell'amore, così, i nostri supereroi hanno portato a termine la missione. Nei loro cuori, la consapevolezza di avere trionfato. Nei loro stomaci, la morte. Nelle loro orecchie la voce del megafono al tavolo vicino. Nei loro vestiti l'aroma di 50 sfumature di fritto.
Ora possono andare.
Verso nuove ed incredibili tempura.
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