MISSION#3: CAZZOYAKI TUNA
La vita di un supereroe viene sempre vista come un vita di successi, trionfi, bulbi incredibilmente aereodinamici e talvolta anche stacchetti di chitarra mica da ridere. Ma non è sempre così, no: accade a volte che il supereroe incappi in una sconfitta o in un evento funesto. E' in questi momenti, tuttavia, che egli apprende lezioni importanti e, ripassandosi il bulbo, guarda al futuro con ritrovato e rinnovato onigiri.
E uno di questi momenti accade proprio alla mission number 3 della nostra coppia nippo-eroica.
WonderWasabi è reduce da una missione complicata contro la Casta dei Contabili ai piedi delle Alpi, così, infervorata dal sacro fuoco dell'eroismo, decide di imbarcarsi anche in una missione nipponica. SuperMame risponde presente, in modalità Ambrogio porta la bionda eroina verso il luogo dello scontro.
Il nemico è tuttavia subdolo, poichè una volta giunti non si fa trovare: il nipporante scelto è infatti chiuso di lunedì (come i barbieri...un caso?). Potrebbe essere un duro colpo da incassare, ma SuperMame ci crede: dopo aver preso 5 vicoli stretti, tre corti e due buche, giunge infine ad un nuovo teatro dello scontro. Il Miyabi.
Appena entrati i due supereroi vengono squadrati dal boss del luogo, un cuoco con un cappello enorme che lo identifica assolutamente come chef. SuperMame, desiderando ardentemente quel cappello, dissimula comunque indifferenza e chiede se c'è posto per due: ovviamente c'è, nel locale ci sono infatti 9 persone.
Il menu è ricco, gli occhi dei dinamico due brilluccicano di culinario desiderio davanti a tutti quelle prelibatezze d'oriente e probabilmente i litri di bava che calano dal tavolo inducono la cameriera ad arrivare. Ed arriva.
La cameriera Olivia, come la popeyana musa, è uno stecco. Capelli raccolti (pure troppo a giudicare dalla faccia allungata brutalmente) in una coda di cavallo, colorito cinereo e poi l'occhio. L'occhio della giovane è lo zen fatto a materia: fisso, tranquillo, immobile. Come una mucca al pascolo in un cantone svizzero, ella osserva il mondo che la circonda con calma, serafica calma. Ricordatevi di questo, memorizzatelo. I nostri due supereroi non lo fanno.
SuperMame come sempre lascia le operazioni d'ordinazione alla bionda paladina, ed ella, con intrepido furore, esordisce sparando i primi piatti, salvo poi specificare "..ovviamente facciamo un menu".
A livello globale "facciamo un menu" significa che ci si avvale dell'opzione all-you-can-eat. Globalmente, nelle terre emerse, è così. Ma non per tutti. Olivia accoglie con il suo contagioso entusiasmo la notizia e commenta con un sussurrato "ah zi zi". SuperMame ne osserva la faccia allungata quasi rapito, WonderWasabi a ripetizione spara onigiri, uramaki, gli immancabili edamame accompagnati da un attacco salutista riassunto in una insalata di sushi ed infine, tanto per gradire, pure il tonno teriyaki.
Olivia prende nota, sul suo viso il nulla cosmico, lo sguardo perso nella quinta dimensione.
Il dramma prende il via.
Passa poco e lo chef col cappello manda in tavola i primi piatti, con menzione d'onore per l'insalata di sushi che altro non è che una tinozza di insalata/pomodori/copertoni/tungsteno e pezzi di sushi sparsi messo in mezzo così, condita però con una salsa dolce che piace e fa sospirare WonderWasabi. SuperMame non commenta, lui ingurgita e basta. Arrivano gli altri piatti e mentre le bacchette fanno il loro sporco (?) lavoro, WonderWasabi narra di nemici del suo passato di eroina, in particolare di Mambo Boy (un villain colored che voleva ghermirla in un bar), di Gianni & Pin-8 mm (due pirati di cui uno col vizio della fotografia) e del terribile CuloBianco InTheDark, un nemico di cui (grazie agli dei) poco si sa.
Al tavolo arriva il Tonno Teriyaki portato dalla Felillona (la versione giapponese della Ferilli con meno tette ma più accento), ed il piatto è gradevole anche se il tonno che dovrebbe essere scaldato all'esterno lo è, sì, ma solo dal fiato dello chef.
La conclusione della cena è gradevole, la birra è finita, ma perchè non trionfare totalmente sul nemico con due dolci? SuperMame e WonderWasabi si capiscono al volo, sarà gelato alla piastra: uno alla cioccolata ed uno alla crema.
E' l'apoteosi della porcaggine, fiumi di dolcezza sparsi per il piatto che andrebbero degustati a slinguazzate dure direttamente sulla ceramica ma che devono essere trattate col cucchiaino per non offendere il candore degli astanti. Assunte a tempo indeterminato migliaia di calorie, giunge infine il tempo della resa dei conti. Appunto, del conto.
SuperMame con scioltezza si dirige alla cassa, tronfio nel suo mantello rosso e con un bulbo su cui rimangono ancora pezzi di cioccolata. Dietro il terribile marchingegno, pronta a suggere liquidi monetari, la Felillona.
SuperMame con espressione sagace sfodera il Sigillo di Kryptonite ed estrae il postamat. WonderWasabi vorrebbe intervenire ma viene bloccata dai superpoteri del bulbico eroe. La Felillona batte sulla cassa.
10 euro
20 euro
45 euro
58 euro
...strano questo all you can eat...
67 euro
72 euro
...qualcosa sfugge alla comprensione. SuperMame si interroga, il Sigillo freme.
83 euro
...c'è del pericolo nell'aria?
92 euro.
La Felillona alza lo sguardo, sorride. Nei suoi occhi la vittoria nella gelida attesa.
SuperMame si desta dal suo sonno della ragione: "...ma noi avevamo fatto l'all-you-eat..."
"NO."
WonderWasabe bianca in volto "come no?...noi abbiamo chiesto..."
"NO"
"Ma abbiamo ordinato...la cameriera..."
"NO. Avete scelto dal menu alla carta"
"Ma abbiamo chiest..."
OLIVIA.
Come un fulmine nella mente dei due appare l'immagine della rachitica cameriera, dei suoi occhi placidi alla richiesta del menu all-you-can-eat. Quella calma, quella pace interiore.
C'era solo una spiegazione. E dovevano capirlo.
Olivia non aveva capito un cazzo.
SuperMame con stoico abbandono porta a termine la sua opera, WonderWasabi vorrebbe abbattere il locale e deportare tutti i suoi stipendiati, Felillona compresa.
Da dietro il bancone, in una nube di fumo di udon fritti, lo Chef col Cappello sorride maligno ebbro della sua vittoria.
Un giorno i menestrelli canteranno di questa battaglia. Comporranno versi. E passeranno alla storia.
"Ordinaron tonno teriyaki
ma lo ricevettero cazzoyaki:
poichè i filetti forse non eran scottati,
ma di certo loro restaron inculati"
A volte per vincere bisogna perdere. A volte le lezioni per essere imparate devono essere incul(c)ate.
Forse c'è una morale in tutto questo, ma di certo c'è solo una cosa: nessuno fermerà i due supereroi da viaggiare ancora Verso nuove ed incredibili tempura.
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